giovedì 25 agosto 2016

Caponata alla “Valtellinese”, la mia ricetta

Cucinare è una delle mie passioni. Preparare la cena a casa Colombo-Sironi è quasi sempre compito mio e lo svolgo sempre con grande piacere.
Sabato il tempo era brutto, ed allora ho dedicato il pomeriggio a preparare la mia caponata, con l’intento di farne qualche vasetto da tenere per l’inverno.
Questa mia ricetta l’ho chiamata “Caponata Valtellinese” perché tutte le verdure principali usate provengono dagli orti valtellinesi, tutti prodotti a km 0 che ho acquistato al mercato di Sondrio sabato mattina, alla bancarella dei Gianatti che si trova vicino alla stazione di fronte al Palù Calzature.

Ecco gli ingredienti usati per la preparazione:

8 Melanzane
2 Peperoni Gialli
2 Peperoni Rossi
4 Pomodori Cuore di bue
2 Cipolle rosse
1 Sedano
1 Vasetto di olive nere snocciolate
1 Vasetto di capperi
1 Spicchio d’aglio
1 Cucchiaio di Pinoli
Aceto di vino rosso
Olio Extravergine d’oliva

Per prima cosa bisogna provvedere al taglio di tutte le verdure, sicuramente la parte più impegnativa ma anche più rilassante per me. Un po’ di buona musica in sottofondo e si comincia, tagliando le melanzane a cubetti per poi metterle a bagno in acqua salata per 30 minuti. Intanto si tagliano sempre a cubetti i peperoni, si trita la cipolla, si tagliano a cubetti i pomodori dopo averli spellati ed infine si taglia a tocchetti il sedano… lavoro lungo ma alla fine il risultato è soddisfacente!





Ora tocca alla frittura delle melanzane! Si tolgono dall'acqua e dopo una bella strizzata le butto in una padella con due dita di olio di semi. 5 minuti di cottura e poi vengono scolate nel mio lavandino preparato con la carta assorbente… purtroppo lo spazio in cucina è quello che è e le porzioni sono abbondanti.



Nella pentola grande faccio rosolare lo spicchio d’aglio in olio extra vergine d’oliva e poi aggiungo i pomodori, regolando di sale e pepe. Nel mentre in un’altra padella faccio rosolare in olio extravergine d’oliva la cipolla insieme ai peperoni, mettendo un coperchio per farli cuocere prima, regolando di sale e pepe. Il tutto per 20 minuti.



Adesso è ora dell’assemblaggio!! Tolgo l’aglio dalla pentola dei pomodori, verso la padella dei peperoni nella pentola, poi tocca alle melanzane fritte e via a seguire tutti gli altri ingredienti (sedano, olive, capperi, pinoli ed anche due rametti di timo tritato del mio balcone). Regolo di sale e pepe, poi sfumo il tutto con una spruzzata di aceto di vino rosso, e faccio cuocere per 15 minuti.

La nostra caponata è pronta, ma deve essere mangiata fredda mi raccomando! Quindi pazienza ed aspettate il giorno dopo per assaggiarla, mentre sfrutto il calore della pietanza per fare i miei vasetti sottovuoto per l’inverno.



Se qualcuno ha consigli, suggerimenti o sue ricette è venuto il momento di condividere!

martedì 16 agosto 2016

Calici di stelle 2016, la manifestazione vinicola di Sondrio.

Come ogni anno la sera del 10 Agosto per le vie del centro storico di Sondrio si tiene “Calici di Stelle”, una manifestazione enologica in cui è possibile degustare al prezzo di 15 € i vini delle più importanti cantine della Valtellina. Compresi nel prezzo il bicchiere del Consorzio Vini di Valtellina ed il carnet che consente 6 degustazioni (fortunatamente si riesce sempre con i produttori ad averne qualcuna in più senza bisogno del carnet, altrimenti sono davvero poche per poter avere una “minima” visione dei nostri rossi). La manifestazione è molto più tranquilla rispetto alle più famose e quotate “Cantine di Morbegno”, ma sicuramente più interessante per i veri appassionati di vino in quanto c’è sempre la possibilità di parlare direttamente col produttore per conoscere la sua filosofia ed i metodi di lavoro.

Ritiro Bicchieri in Piazza Garibaldi

Vie del centro storico

Ogni anno partecipo anch’io in compagnia dei miei amici (solo Nonno ed Annika quest’anno) e della mia Monica. Compriamo il nostro calice e facciamo la nostra bella passeggiata per il centro storico. Si incontrano i valtellinesi “migranti” tornati per le ferie estive dai loro luoghi di lavoro, si chiacchera con i produttori che conosciamo sugli andamenti dell’attuale vendemmia (sempre assaggiando chiaramente!) e proviamo quelle due o tre nuove piccole cantine che si affacciano per la prima volta in questo evento.

Monica, Annika ed Adele attendono

Nonno pronto ad assaggiare


Quest’anno i produttori più famosi portavano l’annata 2013 in degustazione per il Valtellina Superiore. Primi assaggi di quest’annata per me e sono stato sorpreso piacevolmente. I vini sembrano già pronti al pasto nonostante la giovane età. Ho riscontrato in tutti gli assaggi una bella sapidità, un’acidità bilanciata ed un’armonia tannica difficile da trovare in un Valtellina così giovane. Cose che non ho trovato ad esempio nel confronto con l’annata 2011, che a mio avviso meriterebbe ancora 1-2 anni in bottiglia per essere apprezzata appieno, anche se promette di essere veramente eccellente nel tempo.

Tranquilli, una bottiglia di 2011 la berrei già adesso, ma apprezzerei di più un 2013 al momento, rientra più nel mio gusto attuale.

Tra le cantine più affermate mi permetto di consigliarvi:

Alfio Mozzi – Valtellina Superiore Grisone (Quello che mi è piaciuto di più)
Boffalora – Valtellina Superiore Pietrisco
Terrazzi Alti - Valtellina Superiore Terrazzi Alti
Dirupi – Olè 2015 Rosso di Valtellina (Veramente ottimo, uno dei più buoni assaggiati della denominazione nella mia vita)
Marco Triacca – Valtellina Superiore La Perla
Luca Faccinelli – Valtellina Superiore Ortensio Lando

Faso dei "Dirupi" impegnato a spiegare

Terrazzi Alti 2013 in bella mostra

Tra le nuove cantine mi ha colpito invece questo piccolo produttore di Tirano da tenere d’occhio:

Davide Bana – Valtellina Superiore La Tena

Per gli sforzati invece c’è una sezione dedicata presso il centro “Le volte” e gestita dall’ONAV, l’associazione di Assaggiatori Vino di cui anch’io faccio parte da quasi 10 anni. Non è il mio vino preferito, io la reputo una nicchia della mia Valtellina che non rappresenta davvero l’anima del nostro nebbiolo di montagna, ma sul mercato italiano ed internazionale riscuote molto successo per la sua somiglianza al più famoso Amarone.

Tra i pochi assaggi fatti sull’annata 2011 quelli che mi sono piaciuti di più sono stati:

Fay – Sforzato di Valtellina Ronco del Picchio
Triacca – Sforzato San Domenico

Centro "Le Volte" gremito

Vito Spezia, colonna dell'ONAV alla mescita


Buon riscontro di pubblico ed appassionati, nonostante la data sia caduta in infrasettimanale quest’anno con circa 1.500 calici venduti. Ci vediamo nel 2017 Calici di Stelle!

Giro finito per me e il Nonno

giovedì 4 agosto 2016

Nizza, appunti e consigli sparsi della città.

E’ stata davvero una bella settimana quella passata a Nizza. Ero già stato in questa città ma sempre per weekend fugaci, mentre stavolta l’ho potuta vivere appieno insieme alla mia Monica, come un vero nizzardo.
Per l’alloggio in questi casi noi scegliamo sempre l’appartamento, così da poter vivere appieno la città ed avere la possibilità di poterci fare anche delle cenette casalinghe con le specialità del luogo. Ormai siamo dei clienti collaudati di AirBnb, ed ho affittato questo bell’appartamentino nel quartiere di Saint Roch, con un bel dehor per mangiare all’aperto in tutta tranquillità.
Il quartiere è carino e tranquillo, fuori dalle rotte turistiche, servito benissimo dalla linea tramviaria che permette di raggiungere i punti salienti della città in 10 minuti.
Abbiamo fatto l’abbonamento settimanale a tutti i mezzi pubblici al prezzo di 15 € direttamente alla fermata della tramvia tramite macchina self-service.



Il mare a Nizza è pulito e bello per essere una grande città. La spiaggia per il 90% è libera ma non avrete nessun problema a trovare posto per stendersi al sole visto che la costa è davvero lunghissima. Visto che non c’è sabbia ma solo sassi, consiglio di dotarsi di scarpette da scogli per fare il bagno e se potete portatevi le sdraio da casa, come abbiamo fatto noi onde evitare mal di schiena.





 Le cose che ci piacciono più della Francia sono vino, formaggio e le baguette… Quindi ecco svelato il menù delle nostre serate casalinghe! Noi per il vino ci siamo affidati alla Cave Caprioglio, nel cuore di Nizza vecchia e vicina al Marché Aux Flores. Una cantina autentica che sembra uscita dagli anni 50 dove si respira l’odore del vino. Cortesia e gentilezza nel consigliarti, prezzi per tutte le tasche ma forse poca scelta sugli champagne. Per questo ci siamo affidati a La belle Cave, nella zona tra il porto e place Garibaldì, dove abbiamo trovato una buona scelta di Champagne e Cremant da provare ad un buon prezzo.
Per il formaggio invece c’è un negozio proprio vicino alla Cave Caprioglio, Lou Fromai.
Il negozio è piccolino ma ben fornito, i prezzi ottimi e la qualità dei prodotti eccellente. Ho anche portato a casa grazie alla nostra borsa frigo un bel pezzo di Roquefort e Brie fatto all’ancienné…. Delle delizie per il palato che ci stiamo tutt’ora gustando…

Come ristorante mi sento di consigliarvi il famoso Cafè de Turin in place Garibaldì. Viene proposto come piatto forte il panachè des fruits de mér, che non abbiamo esitato ad assaggiare e potete vedere in foto. Io non sono un grande amante delle ostriche, ma dopo aver assaggiato queste ho cambiato i miei gusti e le ho assaporate fino in fondo! Questo piatto basta per due persone, ma siccome avevamo ancora un po’ di languorino ci siamo presi anche una tartare di tonno. Una bottiglia di ottimo rosé, un caffè ed un armagnac per concludere degnamente il pasto per un conto di 90 €. Ottimo rapporto qualità prezzo!


Non si può non assaggiare la Socca, specialità a base di farina di ceci tipica di Nizza. Noi l’abbiamo assaggiata da Renè Socca, nel centro di Nizza vecchia. Dopo aver acquistato al bancone la socca (2,5 € al piatto mi sembra) o le altre proposte di cibo da strada, ci si siede nei tavoli sulla via dove i camerieri arriveranno per prendere l’ordinazione delle bevande. Potrete gustarvi in tranquillità il vostro pasto godendovi il passaggio della gente oppure chiaccherando con i vicini di tavolo in un bel clima gioviale. Un modo di fare aperitivo consigliato!




Se avete tempo e voglia vi consiglio di dedicare un pomeriggio al paesino di Saint Paul de Vence, facilmente raggiungibile in macchina e con i mezzi pubblici. E’ un paesino medievale sulle colline a ridosso di Nizza, pieno di gallerie d’arte che ospitano vari artisti di tutti i generi. I suoi colori, i quadri esposti e la sua atmosfera vi conquisteranno.





Concludendo Nizza è davvero una gran bella città a misura d’uomo, servita bene dai mezzi pubblici e con tutte le comodità a portata di mano. Il costo della vita è senz’altro minore rispetto alla nostra Liguria, e per me Francia e Spagna con le loro spiagge libere fanno già un bel risparmio alla vacanza. E’ bello perdersi per la città vecchia e la zona del porto, passeggiare sulla Promenades des Anglais, provare i piccoli ristorantini nascosti… 

Je t’aime Nice!

giovedì 14 luglio 2016

Appunti di Vino del viaggio tra Langhe, Nizza, Provenza e Dolceacqua.

Il viaggio di Luglio è ormai terminato, e quindi posso cominciare a scrivere qualcosa della bella vacanza che ha portato me e la mia Monica a visitare queste bellissime terre.
Cominciamo con la carrellata relativa ai vini che ci hanno accompagnato durante pranzi e cene, ma vi prometto che nei prossimi giorni dedicherò nuovi post per parlarvi dei bei luoghi visitati e vissuti… Intanto salute e santeé!

Fratelli Revello - Barbera d'Alba 2014


Un naso pulito ed elegante, senza troppi sentori di spezie che vira più sulla frutta rossa. In bocca troviamo la stessa armonia! Bella beva e bel retrogusto. Un vino quotidiano da abbinare a tutto pasto senza nessun problema. Un vino che a distanza di ore senti ancora in bocca in maniera piacevole! I vini quotidiani di Langa sono sempre delle bellissime sorprese!

VOTO 7+

Mascarello Giuseppe e Figlio - Dolcetto d'Alba Bricco Mirasole 2013


Il naso è veramente elegante ed il bouquet vario, con una ciliegia che spicca davvero per intensità rispetto agli altri profumi. In bocca ha una bella rotondità, armonioso e si lascia bere che è un piacere... Ottimo vino quotidiano, si abbina tranquillamente anche con il pesce se bevuto fresco. Viva il dolcetto di Langa!

VOTO 8

Les Meridien Vaucluse 2014


Il naso pulito ma abbastanza moscio, sembra sempre chiuso e purtroppo non migliora neanche con il passare del tempo. In bocca invece troviamo una bella rotondità accompagnata da una nota mandorlata al retrogusto, ma scappa via troppo in fretta.... Niente sufficienza questa volta...

VOTO 5,5

Château La Peyrade - Muscat De Frontignan 2008


Bel naso intenso e fruttato, note burrose che piacciono! In bocca troviamo le stesse sensazioni, purtroppo manca un po' di acidità per compensare la dolcezza e piacevolezza che accompagna bene il pasto senza stufare troppo. Rapporto qualità prezzo ottimo, bevuto insieme ai formaggi francesi si è distinto bene. Perle di Francia dei Vignerons Indépendants ad un prezzo ridicolo (8 €).

VOTO 7,5

Valadas - Côtes de Provence Rosé 2015


Il naso ha davvero un bouquet vario, fine ed a tratti elegante. In bocca ritroviamo le stesse sensazioni positive, con un'armonia che difficilmente ho trovato in un rosé, sempre troppo viranti verso l'acidità. La beva è ottima, abbinato a delle crudité è stato un apprezzato attore non protagonista. I rosé quando fatti bene sono davvero tutti da scoprire ed apprezzare!

VOTO 7,5

Louis Bouillot - Crémant De Bourgogne Grande Réserve Brut Perle de Vigne


Il naso non presenta difetti ma non spicca neanche per profumi ed intensità. Perlage esagerato, in bocca non abbiamo armonia e scappa via subito. Preso nella GDO francese, dove capita di trovare perle a questo prezzo... Si è rivelato un prosecco... Peccato sarà per la prossima

VOTO 4,5

Cascina Degli Ulivi - Bellotti Rosa Semplicemente Vino


Il naso non si apre completamente e rimane un po' di riduzione, ma é una cosa abbastanza naturale da un vino di questo tipo. La bottiglia bevuta da noi "busciava" un po' e quindi mi trovo costretto ad abbassare il voto in quanto il difetto mi ha dato abbastanza noia… Anche se devo ammettere che senza questo le caratteristiche tipiche del vino piacevole e complesso nella sua semplicità c'erano tutte. Rapporto qualità prezzo buono, spero di essere più fortunato con la prossima bottiglia!

VOTO 5 

Ka – Manciné Beragna Rossese di Dolceacqua 2015 


Il naso si presenta elegante, con la nota speziata predominante ma per niente ingombrante. In bocca nonostante la giovane età ha una bella armonia. Tannino quasi inesistente ma un'eleganza, una setositá davvero accattivante! Finale persistente e piacevole! Un bel vino fresco che si può abbinare tranquillamente con il pesce senza problemi. Il Rossese di Dolceacqua è un vitigno da tenere d'occhio sempre più!

VOTO 7+


martedì 28 giugno 2016

Franciacorta Festival Estate 2016

Domenica mattina. Sveglia all’alba per andare sul lago d’Iseo e come obbiettivo principale la camminata sulla passerella denominata “Floating Piers”…. ma purtroppo il karma ci ha voltato le spalle…  gli imprevisti sono dietro l’angolo e tutto quello che deve andare storto va storto… quindi si rinuncia alla celebre camminata sulle acque… però questa è un’altra storia e ve la racconterò in un altro post.

Ma siamo caduti in piedi…. Ci siamo potuti godere appieno il Franciacorta Festival d’Estate tenutosi nella splendida cornice di Palazzo Monti della Corte a Nigoline di Corte Franca.
Arrivati verso mezzogiorno lasciamo la macchina nel parcheggio ben segnalato e veniamo subito “caricati” da un bus navetta che fa la spola in continuazione fino alla villa dove si tiene la manifestazione. C’è tanta gente, è una bella giornata non troppo calda, e così ci mettiamo in coda per acquistare il nostro ingresso.

Al prezzo di 20 € si ha diritto al calice di degustazione e 4 gettoni

Coda all’ingresso

Regole del gioco

Vi dirò che io e la mia Monica ce la siamo goduta appieno, lascio a voi immaginare quanti gettoni abbiamo “consumato” ma vogliamo darvi un indizio… non abbiamo preso il gelato e sprecato un gettone!

Banchi d’assaggio immersi nel verde

Ed ecco qua il prato che ospitava il banchetto d’assaggio dove una numerosa rappresentanza di produttori del Consorzio Franciacorta, dai più piccoli alle grandi “Maison”, aspettava i visitatori. Girando tra le bancarelle veniva voglia di fermarsi a parlare con ognuno, per conoscere meglio le loro aziende ed i loro prodotti, ma purtroppo le degustazioni erano a “gettone”. Ho quindi preferito dare la priorità alle aziende che non avevo avuto ancora modo di conoscere ed approfondire con un assaggio, ma di cui avevo letto o sentito buone impressioni. Per questo motivo ho scartato a priori le grandi aziende di cui è possibile trovare facilmente i prodotti anche da noi e la tipologia Satén, che a noi non piace particolarmente.

Devo dire che gli assaggi mi hanno sorpreso. Ho trovato dei vini piacevoli, puliti e soprattutto non omologati tra di loro. Ogni bicchiere ha espresso una sua peculiarità, un suo punto di forza sempre differente rispetto agli altri e questa è la nota più positiva che ho riscontrato. Tutte queste mie considerazioni nascevano mentre sorseggiavo queste buone bollicine comodamente seduto sul plaid portato da casa nello splendido giardino…

Cin Cin Pic Nic 

Bolle e Cibo per tutti

Accompagnamento musicale lounge per tutta la giornata

Dei produttori assaggiati quelli che mi hanno colpito di più sono stati:

CAMOSSI (Era di fianco a Ca’ del bosco, bellissima la loro reazione compiaciuta quando ho chiesto di assaggiare la loro bolla invece che quella della più blasonata Maison.. Complimenti al loro Extra Brut millesimato)

LA ROTONDA (Dosaggio Zero davvero eccezionale, da recensire al più presto con bottiglia intera)

LE MARCHESINE
(Brut semplice, fatto bene e di bella beva)

MONZIO COMPAGNONI
(Un blanc des noir davvero particolare quasi da dessert)

UGO VEZZOLI
(Extra brut davvero ben fatto, che esplode più in bocca che al naso)

E poi veniamo all’altra grande protagonista del festival, la cucina! In un tendone allestito sotto le volte del palazzo 14 chef proponevano i loro piatti di street food d’autore. Dopo un paio di giri perlustrativi per vedere le proposte ed annusare i profumi nell’aria, abbiamo fatto le nostre scelte:

Spaghetti neri freddi con uova affumicate di trota e ricotta di capra – Crema di patate, sarde, uova di trota e olio di Franciacorta.

Pesci e Panelle – Crostone di Pane al levistico, lavarello affumicato e bergamotto – Raviolo fatto in casa al Franciacorta con crema di aspirina (si avete letto bene!!)

La presentazione dei piatti come si vede è ottima, e devo dire che ci sono piaciuti tutti. Un sentito plauso alla professionalità degli chef ed alla qualità degli ingredienti. Per me e Monica il più buono è stata la crema di patate, davvero delicata con un contrasto di sapori dolce-salato armonioso… Una piacevolezza al palato provata poche volte in vita mia.

Tra le possibili scelte c’era anche una pizza gourmet, cotta al momento in un forno a legna “da viaggio”…. Non dubito minimamente che non fosse buona… Ma cavolo era per distacco il cibo più richiesto e con la coda maggiore! Davanti a così tante scelte differenti e creative purtroppo l’effetto “gregge” vince come sempre e non si ha il coraggio di provare sapori nuovi… o forse sono io che non assaggio la crema di aspirina tutti i giorni.

Concludendo davvero una bella manifestazione, organizzazione impeccabile ed ottimo servizio. Per me diventerà senz’altro una piacevole consuetudine partecipare ancora nei prossimi anni. Un abbinamento di vino, cucina e relax nella stessa formula riuscitissimo per promuovere davvero non solo il vino ma anche le altre eccellenze del territorio. 

Chapeau Franciacorta!

martedì 21 giugno 2016

Cena al Ristoro Grumello di Montagna in Valtellina, la mia recensione


Sabato sera finalmente per un’occasione speciale (il compleanno della mia Monica), siamo riusciti a tornare a mangiare al Ristoro Grumello di Montagna in Valtellina dove mancavamo da almeno un annetto. Avevamo provato a prenotare un paio di volte, ma siamo sempre stati sfortunati in quanto il ristorante era al completo oppure erano chiusi per ferie…

Ed invece questa volta ce l’abbiamo fatta, siamo tornati nella location in cui ci piace celebrare eventi ed anniversari speciali (tra cui ricordo con piacere la cena offerta dal mio amico Dado per la mia vittoria al Fantacalcio a seguito di scommessa persa, grazie ancora Dado!!), anche se il tempo di questo Giugno pazzo purtroppo non ci ha consentito di mangiare all’aperto sotto la splendida pergola estiva.

La sala interna dove abbiamo mangiato è quella della foto. Nonostante sia piena di oggetti kitsch a me l’ambiente colorato e simpatico piace. Il menù del ristornate cambia in base alle disponibilità delle materie prime. Infatti il sempre gentile e cordiale Paolo elenca a voce i piatti del giorno che comprendono sempre 5/6 scelte per ogni portata comprendente i loro classici ed i piatti di stagione. Le porzioni sono abbondanti, e quindi consiglio di optare per due scelte e non per la cena completa.

Come antipasti io ho optato per un’insalata di finferli accompagnata da tre diversi tipi di pane fatto da loro (in primo piano nella foto), mentre Monica ha preso uno dei loro classici, l’insalata tiepida di polipo e patate.

Devo dire che le insalate preparate dal Grumello sono una certezza. Gli ingredienti ed il condimento sono sempre in armonia tra di loro, soprattutto per un amante come me del fungo crudo che ne esalta il sapore come è stato nel mio caso. E devo sottolineare che solo al Grumello ed a Pantelleria (la mitica insalata pantesca me la sogno ancora di notte per capirci!) ho ordinato insalate al ristorante… quindi provare per credere!

Per il prosieguo della nostra cena abbiamo scelto tutti e due un secondo, che era fettine di manzo scottate con rucola su letto di asparagi bianchi e versata di burro fuso (spero davvero di aver scritto giusto, altrimenti la foto renderà giustizia e vi farà capire sicuramente cosa abbiamo mangiato!)

Anche in questo caso il piatto è piaciuto molto a tutti e due, la carne cotta alla perfezione e gli asparagi bianchi molto gustosi e della giusta consistenza. Il condimento col burro fuso è risultato gradevole, non troppo pesante, ed ha amalgamato bene i due ingredienti principi di questo piatto.
Abbiamo concluso la nostra cena (più che altro per gola, in quanto la pancia era davvero piena!) con un dolce mangiato insieme che è stata torta di carote e mandorle, buona, soffice e semplice come dev’essere.

Il tutto è stato annaffiato con una bottiglia di Cesarini Sforza Brut Riserva Trento DOC, che ha accompagnato bene la cena anche se a posteriori avrei scelto uno dei nostri Valtellina Superiore… ma la nostra festeggiata aveva voglia di bolle ed è stata accontentata.

Caffè con amaro offerto dalla casa, prezzo totale intorno ai 100 €.

Il rapporto qualità/prezzo è onesto, si mangia bene e si esce sempre pieni in un ristorante che non delude mai con i suoi “classici” e con i piatti di stagione. E soprattutto si esce soddisfatti di aver speso bene i soldi nonostante non sia un ristorante a buon mercato, cosa non facile al giorno d’oggi.

Unica cosa che io migliorerei è la carta dei vini. Paolo è anche la lista dei vini “vocale” e non c’è fisicamente una carta, ma devo dire che comunque consiglia sempre bene le bottiglie ed i ricarichi sono onesti.

VOTO GENERALE COME A SCUOLA: 9

Consiglio a tutti una visita in questo ristorante, che tendo a frequentare almeno un paio di volte all’anno. Verrei anche più spesso, ma siccome le cose belle e buone devono essere gustate solo nelle giuste occasioni, e non diventare abitudine, preferisco godermelo appieno in questi appuntamenti. Altrimenti la magia dei sapori e del momento si perde con il tempo, ed almeno per alcuni ristoranti mi piace godermeli solo quelle due volte all’anno…
 


mercoledì 15 giugno 2016

Bucci Verdicchio Castello di Jesi, la mia recensione


Vengo a conoscenza di questa cantina leggendo varie recensioni su alcuni libri ed altri blog, che ne esaltano i prodotti, soprattutto per la facilità di invecchiamento che il loro Verdicchio mantiene. Così mi riprometto di assaggiarlo appena ne avrò l’occasione.

Saltata una gita ONAV nelle Marche a cui non posso partecipare per altri impegni con rammarico (mica tanto ero a Malaga ad un addio al celibato sobrio ed elegante…) la prima occasione che mi capita è nel padiglione Expo del Vino. Dopo attenta valutazione decido di giocarmi uno dei miei tre assaggi a disposizione con Bucci, e devo dire che il vino mi aveva fatto una buona impressione, anche se non mi sembrava all’altezza delle lodi sperticate che avevo letto.

La seconda occasione invece è alla Fiera dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza, dove l’azienda è presente. Arriviamo io e il mio amico Nonno (è il suo soprannome da anni, a Sondrio lo abbiamo tutti) al loro banchetto, assicurando al mio compare di fiera che il loro bianco ci piacerà e ne acquisteremo senz’altro qualche bottiglia. Ed invece…. Sarà stato l’orario, sarà stata la stanchezza della persona presente (non ricordo bene era forse il figlio del titolare) ma già alle prime chiacchere abbiamo avuto l’impressione che non c’era voglia di approfondire e parlare, quindi abbiamo degustato forse l’ultimo base in commercio e poi ce ne siamo andati, senza chiedere di proseguire gli assaggi. Anche solo per come eravamo stati trattati il vino non ci aveva fatto una grande impressione, così abbiamo levato le tende che tanto di ben di dio ce n’era a bizzeffe nei paraggi.

Non c’è due senza tre, così dopo l’ultima sciata dell’anno a Livigno come sempre mi fermo all’Enoteca di Bice Passera per fare acquisti vinicoli approfittando dei prezzi più bassi della zona franca. Ed ecco che mi arriva sottomano la bottiglia, e così mi decido a comprarla per dargli l’ultima possibilità.

E poi ieri sera, cena a casa con Monica ed eccoci qua a stapparla e degustarla finalmente come si deve. Per l’occasione con un piatto siciliano fatto per la prima volta dal sottoscritto, paccheri con ricotta e menta accompagnati da sbriciolata di pistacchi.

La mia recensione VIVINO è stata questa:
Il naso si presenta elegante ed intenso. Sentori davvero puliti e che con il tempo diventano sempre più eleganti. In bocca stupisce, un equilibrio ed un'acidità bilanciate si abbinano ad una beva strepitosa se si pensa che il bianco in questione è del 2011. Unico difetto riscontrato è che scivola via dalla bocca un po' presto, ma poi il retrogusto piacevole ci mette una pezza strepitosa. A ragione è considerato uno dei migliori bianchi italiani.


VOTO GENERALE COME A SCUOLA: 8,5

PREZZO DI ACQUISTO ENOTECA: 12 € (COSI’ A MEMORIA)


L’abbinamento col piatto che ho cucinato è stato buono, e la cosa più positiva è che la bottiglia è finita senza che io e Monica ce ne accorgessimo quasi (questo è sempre segnale positivissimo). Il rapporto qualità/prezzo ottimo, e parliamo sempre di un bianco del 2011. Probabilmente è stato aperto nel momento giusto, anche se non mi stupirei di poterlo trovare ancora così tra uno o due anni. E si, lo considero davvero meritevole delle lodi che avevo letto in precedenza e della sua fama.

Morale della favola… Come mi diceva il Cacho al mio primo Vinitaly una decina di anni fa: “Per giudicare un vino seriamente bisogna sempre berne una bottiglia a cena in due”

E questo è quello che faccio sempre quando recensisco un vino sia su Vivino sia sul mio Blog. 
Non troverete mai recensioni fatti ad una fiera o ad una degustazione… Sulla partita secca puoi vincerne una, ma sulla serie al meglio delle 4 esce sempre la più forte ed il giudizio migliore.